Scott: quando l'innovazione riscrive la storia (dello sport)
La svolta in mondovisione
Quel giorno del 1989 deve essere stato un vero batticuore per tutti quelli che hanno assistito alla scena. Per tutto il Tour de France l’americano Greg LeMond e il suo rivale francese Laurent Fignon hanno giocato al gatto e il topo, rimbalzandosi la maglia gialla per quattro volte: prima LeMond, poi Fignon, poi di nuovo LeMond… Fino al gran finale del Tour, una prova a cronometro: dopo più di 3.200 km, Fignon aveva 50 secondi di vantaggio su LeMond e si dirigeva a gran velocità verso una vittoria ormai certa.
Ma LeMond aveva un asso nella manica che avrebbe rivoluzionato la cronometro di quel giorno e tutto il ciclismo negli anni a seguire. Il manubrio settato sulla bici dell’americano, sviluppato apposta per lui dal produttore svizzero di articoli sportivi Scott per aiutarlo ad assumere una posizione più aerodinamica, gli avrebbe permesso di recuperare il ritardo, superare il suo avversario e tagliare il traguardo con 8 secondi di vantaggio.
Si trattò del minore distacco di sempre della Grande Boucle tra il primo e il secondo classificato.
Questa vittoria è stata una pubblicità che non si può comprare.
Pascal Ducrot, ex ciclista e ora vicepresidente di Scott Sports.
Quel manubrio è diventato la norma nelle prove a tempo e lo standard nel triathlon, affermando Scott nella cerchia d'élite dei maggiori produttori di articoli sportivi.
L'innovazione nel DNA
Il marchio Scott nasce nel 1958 nel Paese dove tutto è possibile. Nella tranquilla Sun Valley, nello Stato americano dell'Idaho, Ed Scott sviluppa i primi bastoncini da sci in alluminio, combinando la sua professione di ingegnere e la sua passione di sciatore. Fino a quel momento erano stati utilizzati bastoncini in bambù o addirittura in acciaio, entrambi materiali che, per la loro fragilità o peso, potevano costituire un ostacolo sulle curve oscillanti delle piste da neve. Non ci vuole molto tempo prima che la soluzione in alluminio stabile e leggero di Scott superi gli altri, permettendo a Scott USA di posizionarsi come leader di prodotti tecnici nel mercato sciistico.
Il marchio Scott fonda il suo lavoro su una filosofia ben precisa, che è anche il fil rouge che guida tutto il suo modello di business: lo spirito del fondatore deve perdurare nel tempo e l'innovazione deve avere un impatto fondamentale sulla strategia del marchio sportivo. Ducrot è orgoglioso della strada che, oggi, viene portata avanti con coerenza in Svizzera.
Non abbiamo mai rinunciato ai costi di ricerca e sviluppo: l'innovazione fa parte del nostro DNA.
L'inizio dell'era della MTB
L’azienda, nata negli Stati Uniti come Scott USA, si è espansa in Europa e, nel 1988, ha trasferito la sua sede centrale a Friburgo, nell’omonimo cantone svizzero, cambiando il suo nome in Scott Sports.
Sarà l’aria buona della Svizzera a far dare sempre più frutti all’innovativo percorso di Scott? O, forse, sarà l’esperienza degli ingegneri che, giorno dopo giorno, propongono idee nuove per la loro azienda? La verità è di certo nel mezzo, fatto sta che, nei decenni successivi, oltre a questo rivoluzionario manubrio, l'azienda coltiva i successi del passato, continuando a portare numerose altre innovazioni sul mercato sportivo. In particolare, in questo periodo le mountain bike subiscono uno sviluppo senza precedenti nel tempo.
Il colpo di genio
Dopo la prima forcella telescopica del 1991, Scott lancia un’innovazione sorprendente nel campo della costruzione di biciclette mountain bike. Qualcosa di talmente visionario da sembrare inizialmente destinato al fallimento: i primi telai in carbonio.
Nessuno credeva che questa tecnologia potesse resistere allo sforzo della mountain bike
Scott decide di dare una possibilità a questa soluzione, nonostante l’azienda stessa sia la prima a non fidarsi totalmente. Una vera e propria ossessione per Ducrot, che ricorda che gli “è quasi costata il lavoro” ma che, alla fine, non ha potuto che mietere proficui successi.
Le plastiche rinforzate con fibre di carbonio non sono solo difficili da lavorare, ma anche costose e naturalmente fragili. Ma, se lavorato bene, il carbonio si rivela una banca in termini di leggerezza e stabilità. Questo è uno dei motivi per cui, oltre alla versione in alluminio, è ormai considerato un materiale standard nella produzione di biciclette. Sul grande palcoscenico sportivo, il nuovo telaio convince immediatamente: il britannico Gary Foord è il primo a vincere un titolo in un campionato mondiale di MTB nel 1995 con un telaio in carbonio.
L'elenco delle innovazioni Scott va ancora oltre: nel 2003 c’è il lancio della prima bicicletta a sospensione completa, nel 2012 l'azienda è tra i pionieri delle ruote da 27,5" e, solo l'anno scorso, il mercato rimane sorpreso dall'innovazione successiva: il "Syncros Silverton SL", un sistema di ruote monoblocco di precisione in carbonio.
In futuro, la ruota della storia continuerà a girare nell'idilliaca Svizzera, dando innovazioni a tutti i LeMonds e i Foord lì fuori, ma anche agli sportivi appassionati di tutto il mondo, ribaltando e rivoluzionando gli standard e le norme dello sport.